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28 September, 2009

Tra gli scaffali

Oggi il lavoro non mi permette di scrivere un post articolato, in quanto sono rimasta con il frigo vuoto e devo usare la pausa pranzo per andare al supermercato. Mi accompagnate? Devo passare anche da Dean and DeLuca e al Whole Foods Market, mi auguro che girare tra gli scaffali diverta anche voi. A me piace tantissimo.


Che riso prendete? Io il basmati.


Le mitiche zuppe immortalate da Andy Warhol, il sito è carinissimo.


Il trionfo del biologico, sulla quattordicesima, da Garden of Heaven.

Gnammi, per me quelli alla crema cannella...




I biscotti Oreo!!! Non solo i più venduti di tutto il XX secolo, ma sono nati proprio qui, a New York. Indimenticabili nella scena del film Rounders con J. Malcovich

Vi piace l'Hummus? Qui ne hanno di ogni tipo.


O siete più da tortellino fresco?:)


Momenti dimentico il caffè.

Ora non mi resta che invitarvi a cena tutti quanti;).

19 March, 2009

Around a World


La mattinata inizia con un giro al Whole Foods Market, per scovare una merendina inedita. Scelgo, infatti, pere, cannella e farina di kamut. Ci abbino un succo ai frutti di bosco senza zucchero e mi accomodo su una panchina. Oggi il cielo è terso e ho voglia di aperto.


Osservo le persone avanzare da una bancarella all’altra del mercatino che oggi anima questa zona. Molti prodotti venduti (tutti di stagione) sono fatti in questa miracolosa città. Miracolosa perché qui, sopra un grattacielo, c’è un signore che è riuscito a produrre vino (esiste anche un vecchio post su questo blog sull'argomento). Una ragazza acquista il miele della Big Apple…


Dopo questo vouyeristico relax, sento il bisogno di onorare lo sport che in questa città resta comunque il più praticato: lo shopping. Prima però entro a vedere le divise di basket e i nuovi arrivi da Paragon, il negozio di sport (quello vero) più fornito di Manhattan.


Bene, e ora all'attacco. Dopo due scale mobili eccomi in mille metri quadri abitati solo e unicamente da scarpe. Un piano di scarpe firmate guess a da altre griffe degne di nota scontate del 75%. Soddisfatta dall’acquisto (un paio di Maxrzia e di Converse) vado a sfamare la mente da Barnes & Noble Booksellers, anzi ne approfitto e vado anche al terzo piano dove ci sono dei bagni pulitissimi.


Intanto, mi sono ricordata che da Petco vendono un giochino strepitoso: un fil di ferro con topino di pezza all’estremità che fa impazzire il mio gatto. Lo acquisto subito.
Uff, è quasi ora di pranzo, se non sbaglio ci deve essere un Zen Palate da queste parti, anzi no, mi sa che quello in questa via è stato chiuso… tipico di Ny.

Un altro ristorante di Zen Palate


Mentre passo davanti alle vetrate del W Hotel, uno degli alberghi più trendy, essential, modern chic del momento, vedo un attore italiano, Vaporidis credo si chiami, che beve un cafe. Beato lui.

W Hotel


Rientro al supermercato dove ho iniziato la camminata stamattina e mi godo i quadri astratti degli artisti di strada, alcuni sono davvero originali. Oggi ci sono anche dei ragazzi giapponesi bravissimi, su un palco attrezzato per esibirsi in acrobatiche sequenze di breakdance.



Certo bel coraggio che ho avuto a chiamarla camminata: in realtà, ho solo fatto il giro di Union Square, il cuore di Manhattan…


09 January, 2009

Colazione da Zen and the City.



A Tokyo il cielo è sempre blu. Ma a Ginza si tinge di un colore speciale, prodotto in esclusiva dalla Pantone con il numero 1837, anno di fondazione della Tiffany & Co.


Dal 1° novembre è stato riaperto il mitico store della Chuo Dōri, dopo una serie di importanti interventi di ristrutturazione, soprattutto al primo e terzo piano, diretti dall'architetto Kengo Kuma e del team della Tiffany & Co.

Uscire dal 2-7-17 della Dōri - magari dopo aver acquistato un Ginza Heart Pendant della collezione limitata by Paloma Picasso, e tuffarsi nelle strade di Ginza con una bustina color Blue Tiffany è un'esperienza unica, irripetibile. Stringerete tra le dita quel voluttuoso cordoncino e, intorno a voi, mille occhi si accenderanno di contrastate emozioni. Ma voi sorriderete generosamente a tutti.
Zen



Fifth Avenue at 57th Street.
È il posto più bello del mondo, dove non ti può accadere niente di brutto.
La protagonista di Colazione da Tiffany non era la sola a pensarlo. Basta varcare la soglia del Tiffany’s Store sulla Quinta per sentirsi un po’ più felici di prima.



Il piano terra espone gioielli e oggetti preziosi. Il tutto presentato sotto delle trasparentissime teche. Entrare con l’uomo della vostra vita da Tiffany è un’esperienza unica. Se dovesse capitarvi ricordate una cosa fondamentale: gli anelli di fidanzamento sono al secondo piano. Una sala immensa dedicata solo e unicamente agli amici delle donne.


Quando ci sono andata l’ultima volta l’ho saltato (scema), per visitare il terzo piano, quello delle nuove collezioni. Ricordo benissimo l’ascensore pieno di occhi scintillanti (delle donne) o preoccupati (degli uomini che scendevano al secondo), ma soprattutto ricordo l’uomo Tiffany che intratteneva la clientela mentre spingeva i pulsanti dei piani richiesti all’ascensore. Aveva una voce stupenda e profonda e sembrava un attore. Aveva capacità istrioniche indiscutibili e diceva che al secondo piano non ci voleva andare mai nessun uomo.

Ho pensato a quest’uomo ripetere le stesse battute facendo su e giù tutto il giorno. E mi sono intristita. Ma da Tiffany succedono solo cose belle. Così, mi piace immaginare che Ford Coppola si recherà prima o poi da Tiffany per comprare un regalo a Sofia e che accorgendosi di avere davanti un attore nato lo scritturi per il suo prossimo film.
The City


31 July, 2008

Addio banane.
















Il mondo sembra impazzito per una nuova marca di abbigliamento casual. Così, in pochissimo tempo, Abercrombie&Fitch ha reso gli istituzionali negozi di Banana Republic dei ritrovi per passatisti.
A Manhattan, una folla di teen-ager – e non solo – riempie ogni giorno il nuovo negozio sulla Fifth Avenue. All’entrata, si alternano dei bellissimi ragazzi in jeans (nel senso che indossano solo quelli) che ti salutano con sussurrati ”Are U doing…” e tu vorresti avere un decennio di meno, se sei nata prima degli anni Ottanta. Varcata la soglia, si viene avvolti da un profumo che sembra un po’ un Calvin Klein dei poveri, troppo persistente e agrumoso, che non si attenuerà in nessuno dei tre piani. Il livello della musica provoca un effetto simile a quello che scatenarono a Roma i decibel degli U2, quando durante il concerto la gente chiamava i pompieri pensando al terremoto. Però, in questo delirio plurisensoriale, la vista è pienamente appagata da commessi e commesse impeccabili, che nella penombra (sono illuminate solo le pareti con la merce esposta, per il resto buio assoluto) ti invitano ad avere un nice day.
I pochi pezzi della collezione Abercrombie&Fitch (davvero pochini) lì dentro sembrano racchiudere il senso della vita. Una t-shirt costa 29 dollari. Impossibile non comprarla. Ma ricordate: nel negozio è severamente vietato fare foto. A parte qualche eccezione…

(re-posted by Zen, ma dopo tocca a the City... ^^)

30 May, 2008

Addio banane.
















Il mondo sembra impazzito per una nuova marca di abbigliamento casual. Così, in pochissimo tempo, Abercrombie&Fitch ha reso gli istituzionali negozi di Banana Republic dei ritrovi per passatisti. A Manhattan, una folla di teen-ager – e non solo – riempie ogni giorno il nuovo negozio sulla Fifth Avenue. All’entrata, si alternano dei bellissimi ragazzi in jeans (nel senso che indossano solo quelli) che ti salutano con sussurrati ”Are U doing…” e tu vorresti avere un decennio di meno, se sei nata prima degli anni Ottanta. Varcata la soglia, si viene avvolti da un profumo che sembra un po’ un Calvin Klein dei poveri, troppo persistente e agrumoso, che non si attenuerà in nessuno dei tre piani. Il livello della musica provoca un effetto simile a quello che scatenarono a Roma i decibel degli U2, quando durante il concerto la gente chiamava i pompieri pensando al terremoto. Però, in questo delirio plurisensoriale, la vista è pienamente appagata da commessi e commesse impeccabili, che nella penombra (sono illuminate solo le pareti con la merce esposta, per il resto buio assoluto) ti invitano ad avere un nice day. I pochi pezzi della collezione Abercrombie&Fitch (davvero pochini) lì dentro sembrano racchiudere il senso della vita. Una t-shirt costa 29 dollari. Impossibile non comprarla. Ma ricordate: nel negozio è severamente vietato fare foto. A parte qualche eccezione…
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