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26 May, 2011

In esclusiva su Z&C People le geometrie fluttuanti di Miki Nagao.

Origata di Soffio di Sofia, tutti i diritti riservati

"Progettare una borsa è come progettare una piccola casa, una casa per i nostri oggetti più cari e che non ha grossi impatti ambientali. Si tratta di architettura."

Miki Nagao, fashion designer giapponese, ci accompagna attraverso il suo mondo fluttuante e raffinato.

Miki, parlaci un po' di te e della strada che ti ha portato a diventare una designer.

Sarà il fatto che ho sempre respirato arte. Mio padre è un artista, si occupa di pittura e sin da bambina provavo grande gioia a passare il mio tempo a disegnare con i pennelli e gli oli colorati di mio padre. Adoravo disegnare i vestiti delle principesse! Nel 1994 mi sono iscritta alla Kyoto Seika University specializzandomi in graphic design e fotografia.

Dopo gli studi sono rimasta affascinata da uno spettacolo di avanguardia teatrale, al punto di contattare la compagnia. Da quel momento ho iniziato a collaborare con loro, occupandomi soprattutto di scenografia, portando gli spettacoli in giro per il Giappone e in Australia. Ho fatto questa vita per ben 4 anni, e ancora oggi considero questa esperienza la più importante di tutta la mia carriera.

Successivamente ho iniziato a lavorare come affreschista, restauratrice e decoratrice; fu in quel momento che conobbi il mondo del fashion design. Un incontro importante mi ha aperto le porte di questo mondo, ho perciò iniziato a occuparmi di design di borse, arrivando a realizzare due nuovi brand: "Con Ton Too" e "Compora conto". Quella che all'inizio era un passione era diventata una vera e propria professione, il successo di questi prodotti ha portato me e il mio staff nel mercato internazionale.

Finché nel 2008 ho deciso di mollare tutto e cedere i marchi ai soci; nel 2009 sono partita per l'Italia per imparare a realizzare le borse a mano, studiando tutte le tecniche dell'artigianato italiano.

Origata di Soffio di Sofia, tutti i diritti riservati

Ho imparato la vostra lingua partendo da zero, grazie anche all'aiuto del mio insegnante d'italiano (laureato in filosofia, specializzazione estetica ma anche fotografo, esperto di cinema e musica)… oggi mio marito. Proprio lui che aveva sempre un po' snobbato il mondo del fashion design mi ha proposto di lavorare insieme e fondare un nuovo brand: Soffio di Sofia.

Durante la tua formazione, da quali artisti sei stata influenzata e quali sono i tuoi gusti in fatto di design?

Gli artisti da cui mi sento influenzata sono indubbiamente i bambini. Tutti i bambini sono degli artisti e gli artisti adulti cercano di emulare proprio i bambini. Gli scarabocchi e i disegni stilizzati dei bambini la più alta forma d'arte, perché i bambini creano nel modo più libero possibile. Gli artisti adulti invece sono sempre condizionati da qualcosa, soprattutto dal giudizio degli altri.

Vorrei citare un passo di Niezsche tratto da "Così parlò Zarathustra", all'interno de "Le tre metamorfosi": "Ma ditemi, fratelli, cosa sa fare il fanciullo, che neppure il leone era in grado di fare? Perché il leone rapace deve anche diventare un fanciullo? Innocenza è il fanciullo e oblio, un nuovo inizio, un giuoco, una ruota ruotante da sola, un primo moto, un sacro dire di sì. Sì, per il giuoco della creazione, fratelli occorre un sacro dire di sì...."

Dal 24 maggio esponi in occasione della Florence Design Week presso lo store "Esclusivamente Italiano". Parlaci dei tuoi lavori in mostra e da cosa hai tratto ispirazione per la loro creazione.

Dopo il tragico terremoto che ha scosso il Giappone nel mese di marzo, ho riscoperto in me e nel mio popolo quella fragilità, una specie di instabilità e insicurezza nel futuro che costituisce la base delle nostre tradizioni. Una di esse è l'origami (arte di piegare la carta).

Origata di Soffio di Sofia, tutti i diritti riservati

Nella tradizione shintoista un origami di carta simboleggia il ciclo naturale di morte e rinascita: infatti a causa della fragilità della carta l'origami è destinato ad un rapido deteriomento (morte) ma viene ricreato infinite volte e, grazie alla tradizione, questo ciclo viene perpetuato.

Origata di Soffio di Sofia, tutti i diritti riservati

Il titolo di questa mostra è "Origata". L'origata è uno speciale tipo di origami la cui funzione è quella di fragile packaging per un dono. Cessata questa funzione, l'origata muore.

Il gesto di sostituire la carta rappresenta un tentativo di congelamento di questo ciclo grazie al più durevole materiale, la pelle. Tentativo illusorio come la moda, illusorio perché inganna proprio come una fotografia che dà parvenza di congelamento del tempo. Operando una reinterpretazione sul materiale, abbiamo creato un origami non di carta ma con la pelle, una borsa al tempo stesso bidimensionale e tridimensionale.


26 August, 2010

畳。Profumo di tatami, profumo di casa (reloaded).


Ci sono certi profumi che, durante la nostra vita, ci accompagnano silenziosi. Ci accorgiamo di essi soltanto quando ci mancano, oppure quando li avvertiamo in contesti completamente estranei al quotidiano.
Basta pensare al profumo del caffè, che difficilmente manca in casa di un italiano.

Per quanto mi riguarda, uno dei primi profumi ad avermi accolta in Giappone è stato quello del tatami.
Nelle moderne abitazioni giapponesi le stanze in tatami (la tradizionale stuoia di paglia di riso che riveste il pavimento) stanno man mano scomparendo, sia per l'elevato costo di manutenzione che per l'incomparabile praticità nel tenere pulita una stanza in stile occidentale.
In Giappone il tatami è correntemente usato come unità di misura; generalmente si tratta di un rettangolo 180x90 cm, le cui dimensioni e forme possono essere variabili.
Nelle vetrine delle agenzie immobiliari, per esempio, sono affissi annunci di case in affitto completi di dimensioni in tatami e viene sicuramente specificata la presenza di una stanza in stile tradizionale.

Diversi tipi di impagliatura del tatami, fonte Oshima Tatami

Delle scarpe vi sarete già liberati all'ingresso di casa, perciò quando vi recherete in Giappone non mancate di provare la piacevole sensazione di camminare a piedi nudi sul tatami.
Fresco in estate e caldo in inverno, un pavimento in tatami è un lusso al quale molti giapponesi non vogliono rinunciare. Come dar loro torto?

12 February, 2010

伊豆大島。L'isola delle camelie.

Splendido pattern di tessuto per kimono con soggetto camelia www.ikiya.jp

Appena al largo e abbastanza lontano dal chiasso e dalle mille luci elettriche che animano l'immensa baia di Tokyo, c'è un piccolo paradiso terrestre dove, con grande costanza, ogni giorno centinaia di persone lavorano per presentare al mondo la bellezza e la poesia racchiusa nei preziosi fiori delle camelie.

Camellia japonica "Pink Perfection", fonte Wikipedia

Visibile chiaramente dal porto di Zushi 逗子 anche nei giorni di foschìa, l'isola di Izu Oshima è raggiungibile in circa 2 ore con la nave veloce in partenza dal molo di Takeshiba (Hamamatsucho) di Tokyo, e in soli 45 minuti dal porto di Atami.
Sono migliaia le persone che si recano in visita presso questo smeraldo incastonato nella baia per ammirare più di 400 specie di camelie che, proprio in questo periodo, aprono le loro corolle al mondo. Famoso in tutto il mondo il suo Festival delle Camelie, quest'anno dal 30 gennaio al 28 marzo, ricco di eventi e manifestazioni organizzati per tutta l'Isola.

Questa splendida pianta, importata in occidente per la prima volta nel diciassettesimo secolo dal padre gesuita Kamel (da cui prende il suo nome occidentale), è molto amata e coltivata anche nella nostra Penisola. Vi segnalo Camelie Antiche, un meraviglioso progetto di riconoscimento e catalogazione delle camelie dell'800 presenti nelle ville italiane: "Nel nostro database, frutto di 20 anni di lavoro, sono elencate 2883 cultivar di Camellia japonica descritte nei cataloghi dei vivaisti Europei dell'Ottocento, e quindi realmente esistite".

Tornando al Giappone, in questo Paese la camelia è da sempre una risorsa naturale di salute e bellezza. Dai suoi grossi semi si estrae il prezioso olio che, oltre ad essere commestibile, è ingrediente principe di molte lozioni di bellezza, tra cui la famosa linea Tsubaki della Shiseido.

L'olio di camelia tsubakiabura è inoltre ottimo nel trattamento e la conservazione delle armi da combattimento in legno, tipiche delle arti marziali giapponesi.

Dagli arbusti delle camelie si produce inoltre un ottimo legno per carbone, che mantiene il calore a lungo e produce delle bellissime ceneri bianche. Famose anche le sculture tradizionali di legno di camelia, che diventano preziosi souvenir da riportare a casa.

La camelia è da sempre un forte simbolo nella società tradizionale giapponese. Rispetto agli altri fiori, infatti, al momento della sfioritura la sua corolla non disperde i petali nel vento, ma cade intera ricordando una testa. Perciò, in molti film di costume, la scena di una corolla di camelia che cade rappresenta la deposizione di un potente.

È inoltre uno dei soggetti più amati e studiati nella pittura tradizionale Sumi 水墨画. Secondo la mia Maestra di pittura, Ikuyo Toba Chiba, nei boccioli di camelia è racchiusa la vera bellezza di questo fiore. Chissà che dietro ai boccioli di camelia non si nasconda un po' il significato della vita.

11 January, 2010

初詣。La prima visita al Tempio.

Ingresso del Tempio Heigenji (Kawasaki Daishi)

Bancarelle colorate con il loro incredibile mix di luci, profumi golosi delle specialità culinarie e lunghe file praticamente ovunque. Yakisoba, takoyaki, okonomiyaki, choco-banana, yakitori...


Questa è la scena che si può osservare un po' in tutte le strade che conducono ai Templi maggiori giapponesi, chiamate omotesando, e nelle aree sacre dei complessi, soprattutto nella prima settimana dell'Anno Nuovo. Il 2010 che, ricordiamo, è l'Anno della Tigre.

Hamaya speciali per l'Anno della Tigre, Tempio Heigenji (Kawasaki Daishi)

La prima visita al Tempio, chiamata hatsumode, è per i giapponesi un rituale immancabile.


Ingresso del Tempio Heigenji (Kawasaki Daishi)

Occasione per pregare e consultare gli oracoli, per esempio i famosi omikuji.
Si può inoltre fare scorta di oggetti speciali a edizione limitata, come le bellissime hamaya tipiche della Provincia di Kanagawa, e in generale di omamori, piccoli amuleti per proteggere la salute, la famiglia, lo studio, il lavoro, lo sport (come il golf, che in Giappone spopola anche tra i più giovani).

fonte Zuiryo Golf Club

Quest'anno sono tornati molto di moda anche i daruma, ai quali va colorato l'occhio sinistro mentre si esprime un desiderio, e quello destro al suo avverarsi.


Buon Anno Nuovo 2010, l'Anno della Tigre, da Zen and the City☆

30 December, 2009

大晦日。Aspettando la mezzanotte.

fonte Rakuten

Grano saraceno, acqua, uova e tanta fatica.
Ecco la ricetta per i gustosi e immancabili toshikoshi soba, il piatto tradizionale dell'ultima notte dell'Anno in Giappone (letteralmente "spaghetti di passaggio d'anno").


La notte di San Silvestro, in Giappone chiamata oomisoka, è il secondo evento più importante dell'anno subito dopo il primo giorno di Gennaio. È tradizione riunirsi con i propri cari per attraversare insieme il passaggio all'Anno Nuovo, dimenticando i guai dell'anno appena trascorso e augurandosi vicendevolmente fortuna, prosperità e lunga vita.
I soba sono facili da mangiare e lunghi, perfetti quindi per la ricorrenza. Un po' come le nostre lenticchie, di cui facciamo scorpacciate pensando ai soldini.


In casa nostra i toshikoshi soba si fanno da sempre rigorosamente a mano, dandosi il cambio per completare l'impasto (ci vuole circa un'ora di lavoro) e per tagliare gli spaghetti con il coltello tradizionale di casa.



Nel Capodanno dello scorso anno i toshikoshi soba sono stati affiancati da un chilo di gnocchi di patate fatti in casa. Per la prossima ricorrenza, invece, prepareremo una teglia di lasagne tradizionali :)

Per quest'anno Zen and the City si fermano qui; ritorneranno online con nuovi e originali post dal 10 Gennaio.
Ringraziamo di cuore tutti i nostri affezionati lettori che ci hanno calorosamente sostenute e incoraggiate durante il 2009, e attendiamo con gioia tutti i nuovi visitatori.
Orgogliose di essere state ospiti sui blog di Diwali Store e Viaggi Low Cost e di aver fatto tendenza facendo scappare qualcuno da Tokyo a New York. Ma su questo decliniamo ogni responsabilità :)
Un ringraziamento speciale va a Dede che ci ha concesso le sue meravigliose foto per i post su NY.

Buon Anno Nuovo 2010 e continuate a viaggiare con noi, anche da fermi.

08 December, 2009

お歳暮。In attesa del kanji dell'anno 2009.

Il cielo di Dicembre sopra il Kiyomizudera di Kyoto

Dicembre, ultimo mese dell'anno.
Sebbene in Giappone il vero inizio anno si avverta più nel mese di Aprile (mese in cui si comincia o si cambia lavoro, casa, ecc.), il mese di Dicembre è occasione per compiere importanti riflessioni sui dodici mesi appena trascorsi e per ringraziare chi ci ha aiutato, tramite un regalo speciale chiamato oseibo お歳暮, che una volta si consegnava a mano avvolto nel tradizionale furoshiki.

http://furoshiki.homepage.jp

Generalmente questo speciale dono consiste in cibi preziosi o alcolici tradizionali. Oggi tutti i migliori supermercati e grandi magazzini sono dotati di un catalogo speciale per ordinare e spedire questo prezioso dono tramite internet.
Guardate che meraviglia i regali acquistabili presso la catena di grandi magazzini Takashimaya, che quest'anno propone una stupenda selezione di cibi tradizionali regionali.


Dicembre è anche il mese in cui si proclama la parola dell'anno appena trascorso, in base a una statistica condotta ogni anno dal 1995 dalla Kanken. L'anno scorso fu la volta della parola cambiamento 変, scelta senza dubbio fortemente influenzata dalla travolgente campagna del Presidente Obama.

Secondo le prime statistiche, la parola più quotata di quest'anno è disordine 乱.
Ma dovremo aspettare la mattina del 12 per poter ammirare la bellissima pittura che ogni anno viene esposta presso il Kiyomizudera di Kyoto. Questa è quella dello scorso anno, che ho avuto il piacere di fotografare il giorno di Natale.


E voi, che parola scegliereste per descrivere il vostro 2009?

☆AGGIORNAMENTO☆

Il kanji dell'anno 2009 è la parola nuovo 新, ed è stato scelto dall'8.73% dei votanti, seguito da 薬 (medicina, farmaco) che ha preso il 6.31% dei voti.
Sono diversi i motivi che hanno influenzato questa scelta. Primo su tutti il cambio di governo, che vede il Partito Democratico al comando, dopo più di 30 anni di dominio del Partito Liberale.
A seguire i nuovi record nello sport, tra cui le 200 battute del giocatore di baseball Ichiro e dell'atleta giamaicano Usain Bolt. Inoltre la famigerata "nuova influenza" ha contribuito non poco alla scelta di questa parola.

18 October, 2009

御神籤。A pesca di fortuna.

foto by Jpellgen

Quest'anno riuscirò a sposarmi? Oppure a traslocare? E troverò un buon lavoro?
La risposta è nascosta in uno dei cento cassetti posizionati poco prima dell'entrata di molti Templi sia scintoisti che buddisti, dove è tradizione estrarre l'omikuji, soprattutto a Capodanno.

Si tratta di un'antica usanza di origine cinese che prevede l'estrazione di un lungo bastoncino di legno da una scatola metallica a forma di prisma esagonale. La cifra incisa nel bastoncino corrisponde a un preciso cassetto che, una volta aperto, svelerà la nostra sorte.


Foto by Sockazu

Dato il grande afflusso di turisti da tutto il mondo, nei Templi più visitati la predizione è accuratamente tradotta in inglese.
Le possibili divinazioni sono 12: grande fortuna (dai-kichi, 大吉), media fortuna (chū-kichi, 中吉), piccola fortuna (shō-kichi, 小吉), fortuna (kichi, 吉), mezza fortuna (han-kichi, 半吉), quasi fortuna (sue-kichi, 末吉), quasi piccola sfortuna (sue-shō-kichi, 末小吉), sfortuna (kyō, 凶), piccola sfortuna (shō-kyō, 小凶), mezza sfortuna (han-kyō, 半凶), quasi sfortuna (sue-kyō, 末凶), grande sfortuna (dai-kyō, 大凶).

Nella migliore delle ipotesi, estrarrete un biglietto contenente una buona predizione e lo conserverete con voi. In caso contrario, non demordete: basterà ripiegare il bigliettino e annodarlo negli appositi fili predisposti nei Templi, pregando che l'infausta predizione rimanga impigliata e possiate discostarvene.

01 August, 2009

花火大会。Fuochi d'artificio su Zen and the City.

Ragazze in yukata, Asakusa

Qui a Tokyo il sabato si respira finalmente aria d'estate.
E non solo per i 32 gradi di media che ci accompagnano già da circa due settimane, a dispetto delle temperature invernali di giugno.
Munitevi di un buon ventaglio, uno yukata colorato e un paio di sandali geta.

Ogni sabato, fino a fine agosto, in diverse zone dell'Arcipelago si può assistere agli spettacolari fuochi d'artificio Hanabi Taikai. Circa in un'ora e mezzo, attraversando un percorso prestabilito, si possono vedere spettacolari composizioni colorate e fluttuanti che guizzano improvvisamente nel cielo della prima sera.

Yakatabune illuminate sul fiume Sumida

A Tokyo, uno degli spettacoli più famosi è quello del Sumida-gawa, il fiume che taglia longitudinalmente il lato est della Città. Se sarete previdenti e avrete prenotato la cena a bordo di una yakatabune, potrete assistere a qualcosa di veramente indimenticabile.

Zen and the City si concede una bella vacanza fino a fine mese.
In attesa dei nuovi post, se vorrete potrete leggere alcuni articoli che riproporremo per non farvi sentire troppo la nostra assenza :)

Buona estate da Zen and the City.

22 July, 2009

野沢温泉。Nozawa Onsen. Non solo terme.

Chi ci segue da un po' di tempo, forse ricorderà che lo sport invernale preferito di Zen è il lancio di palle di neve (passeggiare mangiando delizie è invece lo sport che pratico tutto l'anno). Lo avevo accennato in questo post, dove avevo anche segnalato alcune famose località sciistiche raggiungibili da Tokyo in poco tempo.


Data la presenza di particolari sorgenti termali che apportano diversi benefici a seconda della temperatura, le visite non mancano mai durante tutto l'anno. Le numerose sorgenti calde naturali rendono questi luoghi un po' surreali. La cittadina di Nozawa, per esempio, si arrampica per le pendici della montagna che sbuffa vapore da ogni parte.

foto by Yuichiro Watanabe

Le ripide stradine di Nozawa brulicano di persone in yukata (abito di cotone informale) e geta (i tipici sandali di legno). Sguardo sereno e asciugamano sotto braccio, vi dimenticherete del make-up e della messa in piega. La vostra unica missione sarà quella di immergervi nelle diverse onsen segnalate dalla mappa turistica, ma non dimenticatevi di provare una singolare esperienza: tamago onsen.

foto by Yuichiro Watanabe

Si tratta di uova bollite nell'acqua termale. Immergetele nell'acqua calda e in soli 3 minuti il vostro spuntino sarà pronto. Le uova sono vendute nei negozietti adiacenti alle sorgenti, consegnate nel loro particolare cestino di vimini, che alla fine andrà restituito.


Le sorgenti sono accessibili a qualsiasi ora del giorno e della notte, e divise in stanze separate per uomini e donne. L'importante è rispettare alcune semplici regole di educazione all'interno di esse: basterà evitare di fare chiasso e immergere il proprio asciugamanino nell'acqua comune.
Per tutto il resto, la parola d'ordine è relax.

24 May, 2009

流し素麺。Delizie d'estate: a pesca di somen.


Non fatevi ingannare dal titolo. Nessun pesce dalla faccia buffa, con lunghi baffi e coda colorata.
Piuttosto immaginate di trovarvi all'aperto, probabilmente circondati dal verde di un giardino modesto ma curato. Intorno a voi amici che ridono e bimbi che si rincorrono.

Nagashi somen è una delle usanze più divertenti del periodo estivo. Il "gioco" consiste nel pescare letteralmente con le bacchette i somen, sottili spaghetti di farina bianca, che verranno fatti scivolare (nagashi significa "che scorre") da una cascata tutta particolare: tagliando a metà in lunghezza il tronco di un bambù e unendo le due parti ricavate tra loro, si costruisce uno scivolo all'interno del quale scorrerà acqua corrente.



Dall'estremita più alta si versano man mano ciuffi di somen precedentemente lessati, che gli ospiti cercheranno di pescare con le bacchette per poi intingerli nella loro fresca salsa tsuyu e ghiaccio (generalmente un brodo freddo di dashi, zenzero grattuggiato e myoga, una specie di cipollotto giapponese). Tutti i somen non raccolti finiscono in un colino in fondo allo scivolo. È lì che si riuniranno i bimbi più furbi :)

I somen preferiti di Zen www.ibonoito.or.jp

Questo è uno dei tanti escamotage tutto giapponese per sfuggire alla canicola estiva, che si concentra nei mesi di luglio e agosto.
A proposito, chi glielo dice ai miei ospiti in arrivo a Roma che qui abbiamo già 32 gradi? Corro a costruire lo scivolo di bambù in terrazza...

08 November, 2008

着物。Di Geisha* e altre storie fluttuanti. Maestra di Kimono.


L'arte è sorpresa, equilibrio, sofferenza, bellezza.
Come un artista cerca i suoi toni tra mille colori, così una Maestra di Kimono crea la perfetta combinazione affinché l'indossare questo abito tradizionale giapponese si trasformi in un'opera d'arte.
Ce ne parla Kanako Osawa, giovane Maestra di Kimono 1kyu** dal 1992.
** 1kyu è il più alto livello in una scala di 3 kyu; solo con il primo shihan 1kyu si può insegnare come indossare appropriatamente il kimono.

Kanako-san, che importanza ha il kimono nella vita di una donna giapponese?
Oggi è rimasta solo come tradizione del nostro Paese, di fatto ormai molto moderno.
Viene indossato dopo i 30 gg dalla nascita, a 3 anni, a 7 anni e a 13 anni (vecchissima tradizione solo in alcune parti del Giappone) per accedere alle cerimonie del tempio shintoista.
Oggi a 20 anni si fa la cerimonia in comune in kimono per festeggiarla. Ogni anno a gennaio il secondo lunedi è la festa nazionale per festeggiare i 20 anni (ndk. 成人式 "seijin shiki". La maggiore età in Giappone si raggiunge a 20 anni). Parliamo di un kimono furisode solitamente regalato dai genitori.
Normalmente, quando ci si sposa i genitori preparano alcuni kimono per la figlia. Una tradizione è quella di inserire un kamon (stemma) della propria famiglia, per non dimenticare il proprio cognome che, sposandosi, la figlia perderà.

Prima dell'occidentalizzazione del Giappone, con che frequenza si indossava il kimono e chi poteva indossarlo?
Praticamente tutti. Ovviamente variavano i tessuti e i colori in base al ceto sociale e all’agiatezza economica. Spesso i pezzi erano anche misti con hakama (tipica gonna pantalone), soprattutto nei periodi economici difficili.

Oggi si vede solo nelle occasioni speciali; ma una volta si indossava normalmente?
Certamente, e specialmente fino a durante il periodo della guerra. Poi, dopo gli inizi degli anni '50, piano piano si è cominciato a tralasciarne l’uso quotidiano.
Solo negli ambienti artistici si è proseguito l'utilizzo quotidiano del kimono (indossato, per esempio, nelle sale da tè dalle geiko).

Cosa significa diventare Maestra di Kimono?
Significa avere una passione dalla nascita per i kimono.
Mia nonna aveva una grossa passione per i kimono e ne possedeva molti kimon; quando da piccola andavo a casa sua ero felicissima. Apriva i cassetti e mi raccontava le storie di un tempo che fu con i vari kimono.
I colori, la femminilità dei gesti ormai sempre piu rari sono un dono prezioso del nostro Paese e incantano qualsiasi straniero.
Capire e sentire le emozioni che può dare un kimono non puo andare perso nel tempo ed è giusto insegnare alle nuove generazioni proprio questo.



Quali sono i motivi che spingono ad intraprendere un percorso così duro, e quanti anni ci vogliono per raggiungere il suo livello?
Con i primi 2 livelli si apprendono le tecniche, le tipologie e moltre altre cose; con l’insegnamento avviene invece l’affinamento reale che, come nelle arti marziali, dà l’opportunità di tatuare nelle testa veramente le procedure e le finezze. Per raggiungere i 3 livelli mediamente ci vogliono 7/8 anni.

Gli occidentali sono molto attratti dalla bellezza di questo capo, ma spaventati dalla difficoltà con cui si indossa. Per questo motivo, nelle sfilate di alta moda si vedono spesso capi che richiamano all'obi o alle maniche del kimono.

Di solito questo genere di abito viene chiamato yofuku (vestito occidentale), per identificare una occidentalizzazione del kimono tradizionale per street ware o alta moda.
Ci sono bellissime idee e colori ma, per il Giappone, non ha nulla a che vedere con il kimono tradizionale.

Cosa pensa delle interpretazioni occidentali di questo capo tradizionale?
Quando vivevamo a Londra ho visto qualche volta signore con jeans e sopra giacca di haori in metro o in autobus e, veramente, sono stata colpita per l’originalità e l’accostamento delicato dei colori e dei disegni.
Quando viene accostato un giusto mix di fusione il risultato è molto bello, oggi in Giappone molti giovani vestono alcuni capi misti, ed bello perché viene trascinata la tradizione pur viaggiando nel futuro. Ovviamente parliamo di capi misti appropriati; ma per eventi importanti, religiosi e ufficiali, il non rispettare le regole tradizionali è inappropriato o meglio intollerato.

*Con il termine "geisha" in Occidente si indica quella che in Giappone viene invece definita "Geiko", ovvero l'artista tradizionale giapponese che esprime la sua arte attraverso la musica, il canto, la danza e la conversazione.
Il termine "geisha" viene introdotto in Occidente dopo l'invasione americana del Giappone durante lo scorso secolo, quando si definivano così le accompagnatrici dei quartieri di Tokyo.
Mentre nell'immaginario occidentale la geisha viene relegata alla semplice funzione di intrattenitrice del pubblico maschile, in Giappone ogni gesto della Geiko deve rappresentare bellezza e armonia, ed ella lavora sodo per esprimere qualcosa di sublime anche nel semplice atto di versare una tazza di sakè.
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