Skajan, giubbotto nero con ricamo tradizionale giapponese di Hamakura Shop03 November, 2010
東京物語。Tokyo Monogatari, una settimana per due. Terza puntata a tutto Rock.
Skajan, giubbotto nero con ricamo tradizionale giapponese di Hamakura Shop15 June, 2010
家でやろう。Quando le buone maniere si imparano sul treno (reloaded).

Fonte Tokyo Metro
A dire il vero sono trascorsi quasi tre anni dalla comparsa dei primi manner poster nelle stazioni della Tokyo Metro, e le prime reazioni furono in assoluto le più interessanti.
Vedere i propri comportamenti ritratti pubblicamente fece arrossire alcuni viaggiatori che, nel migliore dei casi, si rassegnarono ad abbandonare certe abitudini. Altri no.
La scena in assoluto più frequente è tutt'ora questa: sciatte e pallide fanciulle che, in poche fermate di metro, si trasformano in scintillanti principesse.
Fonte Tokyo MetroNegli ultimi mesi il leggendario stato di ubriachezza serale di certi salary-man si è notevolmente ridotto - soprattutto grazie alla crisi economica, ma provate a farvi un giro sulla Yamanote-sen durante il fine settimana, magari in tarda serata.
Fonte Tokyo MetroI poster della serie "Please do it at home" attualmente pubblicati sono venti; per vederli tutti fate clic qui.
Insomma se volete assistere alle scene dal vivo, fate un bel viaggio a Tokyo. Sperando che i manner poster non raggiungano l'effetto sperato in tempi troppo brevi :)
22 February, 2009
Lost in fashion.

Molti di voi ricorderanno quei suoi primissimi piani nel film cult di Sofia Coppola. Sullo sfondo Shinjuku con i suoi grattacieli a strapiombo, scorci di templi incantati e la poesia del caos più ordinato del mondo. Le scene fumose e ovattate al New York bar del Park Hyatt Hotel, dove Scarlett recitava la parte di un personaggio ingenuo e coraggioso. Qualcosa di ben lontano dall'immagine che in questi giorni si affaccia languida sui Portici Settentrionali di Piazza Duomo.

Per quanto vista e rivista, questa ennesima interpretazione della Diva non poteva trovare cornice migliore. Che si tratti dell'ultimo lancio a Corso Como o della sempre attesa BIT (in questo momento alle battute finali), vagare per le vie della capitale del fashion è sempre un'esperienza a sè. Così rimuginavo tra me e me, trascinando il mio trolley fiammante tra nugoli di giapponesi muniti di shopper griffata e cannoni telescopici. Le vetrine che strillano gli imperdibili saldi finali e sopra me la stessa limpida tinta di cielo lasciata a Roma soltanto un giorno prima.
18 December, 2008
東京ブロガーズ。Da Gustavo a Nihonbashi: vino, prosciutto & blog.

Una grigia mattinata alla rincorsa di treni, un paio di onigiri al sapore di pioggia per sopravvivere un altro paio d'ore, un tacco rotto. Dopo una giornata del genere non potevo davvero chiedere di meglio.
Zen and the City presenta la prima cena tra Tokyo resident bloggers: 3 lingue, 45 etichette di vini e 4 indirizzi web. Chiacchiere informali tra amici non più virtuali, cibi semplici ma dal sapore autentico nella cornice dell'originalissimo - e sempre pienissimo - ristorante italiano Gustavo a Nihonbashi.

Riscaldati dall'atmosfera di questo splendido locale, assolutamente very italian style (tranne il servizio, eccellente), ci siamo sfidati all'assaggio di vini e pietanze semplici ma gustose.
Come il casatiello napoletano, rigorosamente home made, che ha conquistato presto il cuore della nostra Vivi-roma; le olive ascolane, perfettamente dorate e saporite, piatto preferito dalla solare Melinda Joe. Mortadella ai pistacchi, culatello, prosciutto San Daniele per l'esigentissimo Ivitirvs.
Niente pasta, pizza & mandolino, per intenderci.
Prosciutto e vino, una nuova e originale sfida per difendere la nostra cultura culinaria in Terra nipponica.
15 October, 2008
雲の上に食事する。Zen in the Sky.
Chissà se qualcuno di voi ha già sentito parlare di akibare, il nome con cui in Giappone si definisce il cielo in autunno.
Proprio in questi giorni basta starsene con il naso all'insù, magari durante un afternoon tea al Caretta Shiodome, per ammirare questo splendido manto azzurro.
Vi apparirà placido, incastonato tra i profili dei tanti grattacieli che, come steli d'erba lucente, si innalzano fieri e sinuosi nell'immensità della Capitale del Sol Levante.
Per ammirare l'akibare potete pranzare al di sopra delle nuvole, un lusso che i giapponesi amano spesso concedersi.
Magari nello Sky Restaurant AQUA al 47esimo piano del Caretta Shiodome, dove con 1250 yen (circa 10 euro) mi sono concessa uno dei migliori (e piccante) oriental style lunch menu che abbia mai mangiato.
Oppure ci si può concedere un aperitivo al Dining Out.53 sull'omonimo piano del Shinjuku Center Building, dal quale si può ammirare un'incredibile metamorfosi crepuscolare sorseggiando un ottimo Mimosa.

Sempre a Shinjuku, in un silente dialogo con l'intramontabile Tokyo Metropolitan Government Building, è finalmente possibile ammirare in tutta la sua bellezza la nuovissima Cocoon Tower (la fotina in basso a destra).
Opera del ben noto gruppo di designer capitanato da Kenzo Tange, iniziata nel 2006 e in fase di completamento, all'interno della sua forma panciuta ospiterà la sede della famosa scuola di moda Mode Gakuen.
24 July, 2008
マンダリン・オリエンタル・東京。Mandarin Oriental Tokyo. Chi di ventaglio ferisce...

Qualche post fa the City ci ha consigliato un suggestivo aperitivo con vista su Central Park e i grattacieli che incorniciano Columbus Circus a New York, introducendo nel nostro blog la famosissima catena di hotel contraddistinta in tutto il mondo dall'elegante ventaglio. Ebbene, quale migliore occasione per parlarvi di un imperdibile dopocena al Mandarin Oriental Hotel della mia Tokyo?
La prima volta è stata circa due anni fa, dopo aver cenato a Nihonbashi in una locanda di zaru soba; con le mie amiche indigene mi sono recata al 38esimo piano del Mitsui Building. Tutto mi sembrava fatato e irreale, e da brava gaijin ho fotografato anche i vasi esposti davanti all'ingresso dell'ascensore... A ripensarci ora, non devo aver fatto proprio la figura di una habituée dello sfarzo.
Le luci tenui della sera e la musica leggera proveniente dal piano di sotto hanno reso ancora più magico il panorama mozzafiato che mi si è stagliato dalle vetrate della Oriental Lounge. Senza parole, ho provato a scattare una posa B con la mia Pentax appoggiata alla balaustra delle scale.
Inizialmente ci hanno fatte accomodare nel tavolo proprio in mezzo alla sala, dove abbiamo iniziato a gustare i nostri tre deliziosi cocktail. Ma siamo state poi gentilmente invitate a spostarci proprio accanto alla vetrata, dove abbiamo potuto ammirare un'incantevole visuale notturna del Palazzo Imperiale e dei quartieri Shinjuku e Ueno.
Sicuramente meno gettonato del famosissimo New York Bar al 53esimo piano del Park Hyatt di Shinjuku, salito alla ribalta dopo il grande successo del film di Sofia Coppola Lost in Translation, può essere tranquillamente definito "per pochi ma non per tutti".
L'Oriental Lounge nasce come sala da tè, servito alla maniera tradizionale cinese, e propone un fantastico buffet a soli 3.300 yen (attualmente intorno ai nostri 20 euro).
Nello stesso piano è presente il Tapas Molecular Bar, che però bisogna assolutamente prenotare dato che ha solo 14 posti a sedere. In questo futuristico angolo di cielo, dietro a un bancone sushi-style lo chef prepara tra i 20 e i 30 piatti di micro delicatezze per un'esperienza papillare di circa 2 ore. Il prezzo non è altrettanto micro (12.000 yen, circa 75 euro), ma credo che una volta ogni tanto si possa pure fare ;)
Dedicato ai maschietti che leggono il nostro blog: la chicca di questo posto la trovate qui