03 June, 2008

Ai piedi di Manolo.


Non me la sono sentita di non menzionare Sex and the City. Un po’ per la recente uscita del film in Italia, un po’ per il nome che ha ispirato questo blog.

Non vedo l’ora di gustarmi i trecento cambi di abito concentrati in 120 minuti di grande schermo e, se potessi scegliere, vorrei andare a vederlo con la Kinsella.

La costumista, la mitica ultrasessantenne Patricia Field, si è divertita come non mai e il suo negozio a Manhattan sulla Bowery è ormai una meta forzata per le fashion victims.

Ma lo shopping perde di senso senza una visita a Manolo Blahnik, un caveau delle calzature seminascosto sulla 54°, che ha accompagnato molti abiti di Carrie (Sarah Jessica Parker). Credetemi. Ciò che si prova davanti alla sua vetrina assomiglia a quello che a pochi isolati più in là si prova di fronte a le Mademoiselle d'Avignon (al Moma).

追い越し。Il sorpasso.


Il logo Michelin da sempre rievoca in me odore di gomma e asfalto incandescente, ma questa volta il Gran Premio si è corso tra le pagine di una più che nota guida gastronomica. Stiamo parlando della Guida Michelin, la bibbia dei gourmet worldwide.

Qualche mese fa la prima edizione della Guida Michelin asiatica ha sconvolto il mondo dei buongustai: con un totale di 191 stelle su 150 ristoranti, la Capitale del Sol Levante ha sbaragliato la campionessa indiscussa da sempre, ovvero la Cité Lumière.
Sono solo 8 i ristoranti fregiati del maggior riconoscimento (tre stelle), tra i quali 5 ristoranti francesi e 3 giapponesi (2 di Sushi del centro di Tokyo che proverò al più presto).
Un team composto da 3 europei e 2 giapponesi ha visitato nell'arco di un anno e mezzo 1500 dei 160.000 ristoranti presenti a Tokyo, giudicando in base a precisi parametri l'eccellenza per quanto riguarda la cucina, il servizio, la presentazione dei piatti e l'aspetto del ristorante.

Ma perché non mi hanno chiamata??? ^^

01 June, 2008

Buddakan forever


I veri frequentatori e amanti della City sanno che le mode sono talmente passeggere che un locale può sparire - anzi deve se vuole entrare nel mito - nel giro di poco tempo. Speriamo che ciò accada il più tardi possibile al ristorante più trendy del momento, il Buddakan (modern asian cuisine). Situato nel trendy quartiere del Meatpacking district, tra la 17th e la 12th, rappresenta una perfetta intuizione architettonica, all’insegna del design e dell’originalità. Un capolavoro di watt illumina la grande sala centrale, dai soffitti altissimi e dai lampadari imponenti; i corridoi hanno un’illuminazione più soft, ma non per questo meno suggestiva. I gamberoni in salsa Singapore sono deliziosi, come i noodles al granchio e i prezzi con l’attuale cambio accettabili (cena completa 70 euro al massimo). Il bagno è tutto laccato nero, dal pavimento ai sanitari. Prenotare con almeno due tre giorni di anticipo, altrimenti, passate semplicemente per un aperitivo e se vi è possibile, niente sneakers.
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