12 August, 2008

Vanilla coffee


Non ho mai capito il senso di andare a Little Italy (che peraltro non esiste più). Più che a “ritrovare”, chi va a New York dovrebbe cercare e provare qualcosa di nuovo. Da appena alzato.
Le mattine che passo lì adoro fare colazione in uno dei tanti (bar? No, non saprei bene come chiamarli, comunque il mio preferito è il Cafe 28) locali che espongono muffins appena sfornati. Funziona così: si entra e si riempie self-service il cup. Spieghiamo subito una cosa: se metterete il tappo di plastica con il buco per la cannuccia siete stranieri, se ponete quello con l’apertura per essere bevuto camminando siete già più immedesimati nel way of life nuiorchese.

Riprendiamo dal cup. Dovrete scegliere tra diverse combinazioni, io preferisco sempre il vanilla coffee (caffè aromatizzato alla vaniglia). Invece dello zucchero, uso solo bustine Sweet Low (quelle con la pantera rosa). A questo punto entro nell’area “dolci” e prendo a caso un muffin. Non voglio sapere quante calorie contiene (notare la contraddizione tra scelta del dolcificante a zero calorie e il dolce ipercalorico, tipica per certi versi dell’America). So solo che ogni volta è una sorpresa: cannella e mele, banana e noci, pure chocolate o vanilla e zenzero… L’espresso, non mi manca neanche per un secondo.

Se poi anche voi diventerete muffin dipendenti, niente paura. Al supermercato, (provate il più grande di Manhattan, il Whole Foods Market di Columbus Circle o quello a Union Square. Spesso all’entrata troverete della frutta esotica lavata e tagliata offerta alla clientela) potrete acquistare - a un dollaro - il preparato al vostro gusto preferito da portare in Italia. A quel punto, però, comprate anche il Sweet Low già che ci siete.

06 August, 2008

Popcorn & Chocholate.


La serendipidità è la “capacità di cogliere e interpretare correttamente un fatto rilevante che si presenta in modo inatteso e casuale nel corso di una ricerca.” Se volete approfondire l’argomento e nello stesso tempo vedere tanta Manhattan, allora noleggiate Serendipity, Quando l’amore è magia. Il titolo (vi avverto è una commedia leggera e anche un po’ smielata) si riferisce alla capacità sopraccitata, ma anche a un famoso bar sulla 60th Street, dove servono uno strepitoso frozen hot chocolate. Parlando con il gestore di un locale romano, ho scoperto che i proprietari sono italiani. No, non è il bar di Harry ti presento Sally, quello si trova al 205 della East Houston, nel Lowes East Side. Potete ammirarlo nella foto.

(writed by the City, selected by Zen)

03 August, 2008

追い越し。Il sorpasso.


Il logo Michelin da sempre rievoca in me odore di gomma su asfalto incandescente, e quelle meravigliose domeniche pomeriggio davanti al GP.
Ma questa volta la gara si è corsa tra le pagine di una più che nota guida gastronomica. Stiamo parlando della Guida Michelin, bibbia dei gourmet worldwide.

Qualche mese fa la prima edizione della Guida Michelin asiatica ha sconvolto il mondo dei buongustai: con un totale di 191 stelle su 150 ristoranti, la Capitale del Sol Levante ha sbaragliato la campionessa indiscussa da sempre, ovvero la Cité Lumière.
Sono solo 8 i ristoranti fregiati del maggior riconoscimento (tre stelle), tra i quali 5 ristoranti francesi e 3 giapponesi (2 di Sushi del centro di Tokyo che proverò al più presto).
Un team composto da 3 europei e 2 giapponesi ha visitato nell'arco di un anno e mezzo 1500 dei 160.000 ristoranti presenti a Tokyo, giudicando in base a precisi parametri l'eccellenza per quanto riguarda la cucina, il servizio, la presentazione dei piatti e l'aspetto del ristorante.

Ma perché non mi hanno chiamata??? ^^
(selected by the City, re-posted by Zen)
Related Posts with Thumbnails