09 January, 2009

Colazione da Zen and the City.



A Tokyo il cielo è sempre blu. Ma a Ginza si tinge di un colore speciale, prodotto in esclusiva dalla Pantone con il numero 1837, anno di fondazione della Tiffany & Co.


Dal 1° novembre è stato riaperto il mitico store della Chuo Dōri, dopo una serie di importanti interventi di ristrutturazione, soprattutto al primo e terzo piano, diretti dall'architetto Kengo Kuma e del team della Tiffany & Co.

Uscire dal 2-7-17 della Dōri - magari dopo aver acquistato un Ginza Heart Pendant della collezione limitata by Paloma Picasso, e tuffarsi nelle strade di Ginza con una bustina color Blue Tiffany è un'esperienza unica, irripetibile. Stringerete tra le dita quel voluttuoso cordoncino e, intorno a voi, mille occhi si accenderanno di contrastate emozioni. Ma voi sorriderete generosamente a tutti.
Zen



Fifth Avenue at 57th Street.
È il posto più bello del mondo, dove non ti può accadere niente di brutto.
La protagonista di Colazione da Tiffany non era la sola a pensarlo. Basta varcare la soglia del Tiffany’s Store sulla Quinta per sentirsi un po’ più felici di prima.



Il piano terra espone gioielli e oggetti preziosi. Il tutto presentato sotto delle trasparentissime teche. Entrare con l’uomo della vostra vita da Tiffany è un’esperienza unica. Se dovesse capitarvi ricordate una cosa fondamentale: gli anelli di fidanzamento sono al secondo piano. Una sala immensa dedicata solo e unicamente agli amici delle donne.


Quando ci sono andata l’ultima volta l’ho saltato (scema), per visitare il terzo piano, quello delle nuove collezioni. Ricordo benissimo l’ascensore pieno di occhi scintillanti (delle donne) o preoccupati (degli uomini che scendevano al secondo), ma soprattutto ricordo l’uomo Tiffany che intratteneva la clientela mentre spingeva i pulsanti dei piani richiesti all’ascensore. Aveva una voce stupenda e profonda e sembrava un attore. Aveva capacità istrioniche indiscutibili e diceva che al secondo piano non ci voleva andare mai nessun uomo.

Ho pensato a quest’uomo ripetere le stesse battute facendo su e giù tutto il giorno. E mi sono intristita. Ma da Tiffany succedono solo cose belle. Così, mi piace immaginare che Ford Coppola si recherà prima o poi da Tiffany per comprare un regalo a Sofia e che accorgendosi di avere davanti un attore nato lo scritturi per il suo prossimo film.
The City


17 comments:

Max said...

:-)

dede said...

ma dai! io invece ci sono andata in un giorno di agosto tra turisti ciccioni in braghette e sandali e dallo sguardo ottuso come i personaggi di Botero, e si è sgonfiata ogni magia

Kazu said...

Max:
:)

Dede:
un trucco che funziona in ogni città del mondo: evitare il giorno da turista negli orari da turista ;)

Fra said...

Dreaming....:)

Cinghius - Andrea said...

Forse potrei essere un pò geloso di tutti questi migliori amici delle donne...ma appena ho 44mila euro che mi sono d'impiccio faccio un regalino di anniversario alla mia signora :-)

antonietta said...

ma dai, arrivo subito x un caffè da Tiffany e x un dolcetto

Kazu said...

Fra:
Nonsolodreaming, ce n'è per tutte le tasche ;)

Cinghius:
il tuo commento si è meritato la vetrina in alto a destra, fantastico

Antonietta:
quando vuoi :)

Elisabetta said...

... ma solo a me non piacciono gli sbrillocchi?

dede said...

ah no, io non rinuncerei mai alla giornata del turista. è un'esperienza irrinunciabile e assai istruttiva

Stefania Campanella said...

Dede: concordo con te (sull'esperienza). Però non deve sorprendere a volte la mancanza di magia. L'ideale per comprendere un posto sarebbe visitarlo in tutte e due le condizioni. Anche a me è capitato di andare da Tiffany e di vedere turistotti scattare foto in infradito. Però, preferisco evitare.

Kazu said...

Eli-chan:
lo sai che sei strana ;)

Dede:
mi riferivo a Tiffany, poi è chiaro che se non vivi a NY sei per forza una turista :D

Stefi:
che orrore!

CHAPU said...

Quando sono stata a NY a maggio e finalmente mi sono trovata davanti alle vetrine di Tiffany mi sembrava di essere nel luogo più importante della Terra! Questo nonostante io non sia una fan dei gioielli e soprattutto non faccia grosse distinzioni tra bigiotteria e preziosi.. per me un paio di orecchini comprati in una bancarella al mercato vanno più che bene! Ciò non toglie che sia rimasta incantata da Tiffany, dall'eleganza e sobrietà dei gioielli, dall'atmosfera regale d'altri tempi, solo scalfita dalla presenza di volgarotti turisti italiani pronti all'acquisto prestigioso da sbandierare agli amici al rientro dalle vacanze.. Non so cosa darei per essere una fanciulla newyorchese in età da marito! Vorrei menzionare un episodio: io e i miei genitori siamo incappati nella classica figuraccia tipica del turista sprovveduto, cioè la banca ci ha bloccato la carta di credito mentre eravamo via e indovinate un po' dove eravamo quando ce ne siamo resi conto! Sì, proprio da Tiffany, in procinto di pagare un bracciale e un ciondolo.. ma la commessa è stata gentilissima, sorridente, paziente, ci ha detto che è una cosa che succede spesso ai turisti stranieri e di non preoccuparci. Ha acconsentito senza alcun problema a tenerci da parte i pacchettini fino al giorno dopo, quando siamo tornati dopo aver risolto il problema. Mi ha riconosciuta al primo sguardo ed è corsa a recuperare i nostri acquisti. VERY KIND!

comidademama said...

Come Dede anche io son rimasta un po delusa. Ma solo del solo del secondo piano di Tiffany sulla 5th Av mi ha deluso molto, mi sembrava un posto come un altro. ma il pian terreno è veramente bello.
A Tokyo non l'ho visto.

Stefania Campanella said...

Chapu: sìì anche io la penso come te riguardo ai gioielli e alle bancarelle;))

Comida: Che dire. Anche a me non piace la Sacher... :))

Kazu said...

Chapu:
queste cose succedono solo in posti come Tiffany ;)

Comida:
forse non ti volevi fidanzare :D

Stefi: oh no, volevo prenderla per domani seraa... ihih

nicolacassa said...

>Kazu> Visto che tu e quella bustina camminate felici, perchè non venite con me a Tsukiji a ucciderci di Sushi===?? :)

Sab said...

un anello di Tiffany, anche il più semplice..... e ti senti AUDREY HEPBURN...

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