03 April, 2009

Drink a little drink of me

Questa settimana in Italia è protagonista il vino. Si svolgerà, infatti, a Verona il Vinitaly, Salone internazionale del vino. Così, ho pensato di dedicare un post a tutti gli amanti del bere bene.


Non mi stancherò mai di ricordare il folle produttore di vino sui tetti di Manhattan, è una cosa che mi fa troppo ridere. Ma per fortuna, non sono le uniche bottiglie speciali a New York.

Intanto, chiariamo subito un fatto: in un locale per un bicchiere di un qualunque vino si spendono almeno 10 dollari, più tasse e mancia. Conviene, se si vuole degustare qualcosa di speciale, comprare una bottiglia e aprirla a casa.


Dopo il film Sideways, tutti sanno che i vini Californiani sono entrati ormai di diritto nel mercato mondiale. Personalmente, anche se l’altro giorno ho bevuto un bianco del Michigan niente male, preferisco di gran lunga gli italiani. Ma a New York costano. Almeno il doppio.


Ma quali sono le enoteche di Manhattan affidabili? Sicuramente Trader Joe è un classico, come la raffinata enoteca di Palo o Sea Grape sulla Huston, ma esistono delle piccole chicche che mi auguro possano tornare utili a qualcuno. Segnalo, intanto, che la Soho Wines & Spirits, sulla West Broadway, ha dei prezzi ottimi. Qui si può trovare la Vintage Tunina di Jermann a $59.99 (in Italia costa su 40 euro, quindi più o meno ci siamo).

Personalmente, l’enoteca che adoro è Appelation, dedicata al 90% ai vini biodinamici.
Vini naturali, non filtrati, che dopo la Francia stanno conquistando tanti altri paesi, Italia inclusa. Un negozio minimalista con tanti bei libri di vino esposti all’entrata.


Per chi non sa resistere alle bollicine, l’indirizzo è uno solo, anche se è un locale non un negozio. Sto parlando del Bubble Lounge, a Tribeca.


Poi certo, camminando per il Village, può capitare di fermarsi davanti a una vetrina e di essere attratti da una bottiglia in particolare. E, allora, si viene tentati dall’etichetta, dall’apparenza di un vino. E da enofili si diventa di colpo Marylin addicted. Ma a New York, è particolarmente bello cambiare interessi.


A tutti gli astemi che hanno avuto la pazienza di arrivare fino alla fine del post, dedico i mitici Wine Biscuits.

3 comments:

Kazu said...

Ho un solo pensiero da oggi in poi: il Bubble Lounge di Tribeca *(^_^)*
Zen and the City al Vinitaly: domani 4 aprile, vi aspettiamooo

francy said...

Vino, vino, vino!!!!
A me piacciono anche quelli cileni e sudafricani.
Ecco. Solo a parlarne mi è venuta la bavetta... ç__ç

Kazu said...

Francy: a me piacciono tutti :D
Scherzi a parte, più bevo e più mi innamoro di certi rossi. Anche se the City mi ha aperto un mondo sui bianchi (grande maestra).

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