06 June, 2010

Vanilla Coffee


Non ho mai capito il senso di andare a Little Italy (che peraltro non esite più). Più che a “ritrovare”, chi va a New York dovrebbe cercare e provare qualcosa di nuovo. Da appena alzato.
Le mattine che passo lì adoro fare colazione in uno dei tanti (bar? No, non saprei bene come chiamarli, comunque il mio preferito è il Cafe 28) locali che espongono muffins appena sfornati. Funziona così: si entra e si riempie self-service il cup.


Spieghiamo subito una cosa: se metterete il tappo di plastica con il buco per la cannuccia siete stranieri, se ponete quello con l’apertura per essere bevuto camminando siete già più immedesimati nel way of life newyorchese. Riprendiamo dal cup. Dovrete scegliere tra diverse combinazioni, io preferisco sempre il vanilla coffee (caffè aromatizzato alla vaniglia). Invece dello zucchero, uso solo bustine Sweet Low (quelle con la pantera rosa). A questo punto entro nell’area “dolci” e prendo a caso un muffin. Non voglio sapere quante calorie contiene (notare la contraddizione tra scelta del dolcificante a zero calorie e il dolce ipercalorico, tipica per certi versi dell’America). So solo che ogni volta è una sorpresa: cannella e mele, banana e noci, pure chocolate o vanilla e zenzero… L’espresso, non mi manca neanche per un secondo. Se poi anche voi diventerete muffin dipendenti, niente paura. Al supermercato, (provate il più grande di Manhattan, il Whole Foods Market di Columbus Circle o quello a Union square. Spesso all’entrata troverete della frutta esotica lavata e tagliata offerta alla clientela) potrete acquistare - a un dollaro - il preparato al vostro gusto preferito da portare in Italia. A quel punto, però, comprate anche il Sweet Low già che ci siete.



4 comments:

dede said...

non mi ero ancora accorta di quanto mi manca. SIGH

Kazu said...

Io mi sono sempre chiesta: perché il cup e non la cup (o viceversa)? :)
Tra quei meravigliosi biscotti vorrei addentare "Chewy Granola - Fruit & Nut" :P

The City said...

Kazu: essendo anche un'unità di misura, mi viene da preferire la forma maschile.

Blueberry said...

troppo carino questo racconto e molto bello il blog!
Un abbraccio

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